ANCELA so fra ugust di Ch di Rin nece. - divers e della che ch bero 1 are delle e Came uta so prima izzi l'a le cos portar pea, è inse positiv quida itti d di un e, int Lovan prof enze cui otere con alcu cati diba part sper no i gue istra i p litte ca ar - SC uel o a ot ac nis tt li nc P 3.1 a S V n 0 EURO 1T/CP/PR PCI AND PCF CLASH OVER LESSONS OF ELECTIONS F-582 Munich, 26 March 1986 (RAD/Devlin) Summary: Italian Communists have blamed the French CP's disastrous showing in the national elections on mistaken policies and have particularly deplored the PCF's hostility toward the Socialists. The PCF's paper has charged the Italians with inadmissible interference. The French CP, which at the start of the decade could count less upon the support of some 20-21% of the electorate, polled than 10% in the national elections on March 16. This disastrous showing has led to a dispute between the PCF and the now much stronger Italian CP. For the Italian Communists, the French defeat is a negative example from which the West European Left as a whole can draw important lessons. For the leadership of the PCF, any criticism by the PCI of its policies and strategy constitutes an inadmissible interference in the internal affairs of a fraternal party--a charge that the PCI rejects. One of the most important differences between these two parties refers to their respective attitudes toward the noncommunist Left. The PCI has never ceased to regard the Italian Socialists as "comrades." In recent years this attitude has been extended into a regional, "Euroleft" strategy that seeks to develop relations with social-democratic various parties in treat West European countries, and not least with the French Socialist Party (PS). The PCF, on the other hand, has seemed to the PS as its main enemy in recent years; and on a wider front it has habitually attacked the social-democratic parties Western Europe, particularly the German SPD, with which PCI has recently been trying to establish something of a special relationship. of the This issue of communist-socialist relations has been central theme in Italian communist commentaries on the French elections; it has featured in the press coverage of the event, in statements by individual leaders, like Gian Carlo Pajetta and Luciano Lama, and finally in an editorial in the party newspaper l'Unita by its Editor in Chief, PCI Executive Committee member Emmanuele Macaluso. It is only to this editorial that the PCF has publicly responded. a "The Left Must Unite." One of the earliest comments came from the veteran Italian Communist Gian Carlo Pajetta. He said in an interview that the conflict on the French Left between Socialists and Communists had "accentuated the disappointment of the leftist electorate, increased abstentions, and favored the Right's counterattack." The "fairly elementary lesson" to be drawn from the outcome, he said, was that "divisions not only harm the Left as a whole but do not favor any of the leftist parties." Commenting on the observation that the Socialists had lost less ground than they had feared, while the PCF had sunk to
JI MOVIMENTI DI ESTREMA SINISTRA IN ITALIA ROSSI DI MAO I QUESTI GIORNI LE ONDE DELLA CONTESTAZIONE DI SINISTRA SONO DI NUOVO ALTE. UNA SI- TUAZIONE ORMAI STABILE DI ANIMOSITA', DI DISAGIO, DI DISINGANNO IDEOLOGICO AC- COMUNA UNIVERSITARI, "COLLETTI BIANCHI". OPERAI DEL TRIANGOLO INDUSTRIA- LE O SOTTOPROLETARI DELL' "ALTRA ITALIA". QUELLA CHE SI CELEBRA NELLE RIUNIONI PRIVATE E NELLE DIMOSTRAZIONI DI PIAZZA E' UNA SPECIE DI PROCESSO AI PARTITI DI SINISTRA FATTO DA UOMINI DI SINISTRA, CON- DOTTO IN NOME D'UN NUOVO ESTREMISMO CHE NON SI RICONO- SCE PIU' NEGLI ISTITUTI UFFICIALI DELLA RIVOLUZIONE. QUE- STO FASCICOLO SPECIALE DELL' "ESPRESSO" E' APPUNTO DE- DICATO A CIO' CHE SI AGITA, IN OGNI ZONA D'ITA- LIA, ALLA SINISTRA DEL PCI: UN CENSIMENTO DE- GLI UOMINI E DELLE POSIZIONI IDEOLOGICHE, UN VIAGGIO ATTRAVERSO LA SINISTRA NON ALLINEATA E DISUBBIDIENTE. CO SE M
OS - da pa enos/ I do ur Quand n parl n politi cl saglio m Amen Po o alla zic llora de ario do nista do za vertico viglia fica ato a Mao, un a depdel cera ura Mila nchhari cigret sura a R si i a vi -е tico se >> tiforr in a n =t n PIU' ROSSI DI MAO Livorno. Di del partito e sta d'Italia. N to a sinistra: Il delegato de to comunista Chao 1-Min. giato da ce romani nella di Porta S. C
349 m Mii da parte di oltre cento brac- cianti e operai disoccupati. In un altro angolo della Calabria, a Paola, una parte dei militanti del PSIUP si so- In queste due dure lotte, no dimessi dal partito e han- con risultati peraltro soltanto no fondato un gruppo politi- politici, il PCI è sempre sta- co che teorizza la "lotta ex- to assente, qualche volta ad- traparlamentare" in polemica dirittura in posizione criti- con i metodi di Longo e di ca. La mente politica di que- Vecchietti. Altri attivi nuclei ste agitazioni è Rosario Mi- proletari, collocati alla sini- gale, un piccolo produttore stra del PCI, sono sorti a Vi- di vini che abita a metà stra- dove le lotte operaie e parti- attivista del PCI e ora respon- bo Valentia e a Castrovillari, da fra Cutro e Crotone, già colarmente contadine vengo- sabile del PCdI della regio- tito comunista d'Italia (mar- no condotte in nome del par-ne. La forza dei marxisti-le- xista-leninista). CI RIFACCIAMO continuazione da pagina 21 somma, non volevano che il cementificio venisse immobi- lizzato. Noi, invece, ci pre- sentammo a un'assemblea de- gli operai e li convincemmo a scioperare in massa. I sin- dacalisti presenti a quell'as- semblea tentarono di zittirci ma gli operai seguirono il no- stro consiglio »>. Chiedo a un altro del grup- po, Giulio Jannuzzi, laurea- to in fisica e iscritto al PCI, quali sono le reazioni del suo partito a iniziative individuali come questa. AL PROGRAMMA DEL '21 << Niente. Stanno zitti. Il partito qui è troppo assente in tutte le lotte per poter es- sere rigido con noi. Noi, pur restando iscritti al partito, continuiamo ad opporci al parlamentarismo e ai metodi di lotta politica di ispirazio- Le più violente sono state quelle che, l'anno scorso, han- no opposto i braccianti di con un leader nazionale del A questo punto parlare ne socialdemocratica. Ma il prietario terriero conte Pao-ziale. Ma gli esponenti di Isola di Capo Rizzuto al pro- PCdl (m-1) diventa essen- partito non sente: il suo ver- tice, almeno, non è più re- cuperabile». lo Gaetani. A Cutro, le agita- questo partito, non so se per zioni sono culminate nell'in- cendio dell'edificio comunale sospetto, se per una sorta di statuto o per cosa altro an- ninisti a Cutro e Crotone si aggira sui cinquecento iscrit- ti al partito. Qui, più che al- trove, il PCdI è in attiva con- correnza col partito di Longo e di Amendola. 22 cora, si mostrano tutti molto refrattari a parlare con rappresentante della stampa professor Gustavo "borghese". Finalmente, il dell'Istituto della ricerca del Herman cancro di Napoli, membro del comitato centrale del PCdI, «La nostra struttura orga- ha consentito ad incontrarmi. nizzativa », racconta man, «è quella bolscevica, Her- centralizzata. Il nostro è un rivoluzionarismo dialettico; ci rifacciamo al programma del '21, ma senza chiudere gli occhi sull'oggettiva situazione politica. Siamo per l'unità sin- dacale, ma rifiutiamo i me- todi della CGIL; all'interno delle fabbriche, sui posti di sciopero politico». Gli dico: lavoro, operano i nostri "co- salariali settoriali, ma per lo mitati di lotta" che si battono non soltanto per gli aumenti visto che l'organizzazione del PCdI è uguale a quella del continua a pagina 27
ANCELA so fra ugust di Ch di Rin nece. - divers e della che ch bero 1 are delle e Came uta so prima izzi l'a le cos portar pea, è inse positiv quida itti d di un e, int Lovan prof enze cui otere con alcu cati diba part sper no i gue istra i p litte ca ar - SC uel o a ot ac nis tt li nc P 3.1 a S V n 0 EURO 1T/CP/PR PCI AND PCF CLASH OVER LESSONS OF ELECTIONS F-582 Munich, 26 March 1986 (RAD/Devlin) Summary: Italian Communists have blamed the French CP's disastrous showing in the national elections on mistaken policies and have particularly deplored the PCF's hostility toward the Socialists. The PCF's paper has charged the Italians with inadmissible interference. The French CP, which at the start of the decade could count less upon the support of some 20-21% of the electorate, polled than 10% in the national elections on March 16. This disastrous showing has led to a dispute between the PCF and the now much stronger Italian CP. For the Italian Communists, the French defeat is a negative example from which the West European Left as a whole can draw important lessons. For the leadership of the PCF, any criticism by the PCI of its policies and strategy constitutes an inadmissible interference in the internal affairs of a fraternal party--a charge that the PCI rejects. One of the most important differences between these two parties refers to their respective attitudes toward the noncommunist Left. The PCI has never ceased to regard the Italian Socialists as "comrades." In recent years this attitude has been extended into a regional, "Euroleft" strategy that seeks to develop relations with social-democratic various parties in treat West European countries, and not least with the French Socialist Party (PS). The PCF, on the other hand, has seemed to the PS as its main enemy in recent years; and on a wider front it has habitually attacked the social-democratic parties Western Europe, particularly the German SPD, with which PCI has recently been trying to establish something of a special relationship. of the This issue of communist-socialist relations has been central theme in Italian communist commentaries on the French elections; it has featured in the press coverage of the event, in statements by individual leaders, like Gian Carlo Pajetta and Luciano Lama, and finally in an editorial in the party newspaper l'Unita by its Editor in Chief, PCI Executive Committee member Emmanuele Macaluso. It is only to this editorial that the PCF has publicly responded. a "The Left Must Unite." One of the earliest comments came from the veteran Italian Communist Gian Carlo Pajetta. He said in an interview that the conflict on the French Left between Socialists and Communists had "accentuated the disappointment of the leftist electorate, increased abstentions, and favored the Right's counterattack." The "fairly elementary lesson" to be drawn from the outcome, he said, was that "divisions not only harm the Left as a whole but do not favor any of the leftist parties." Commenting on the observation that the Socialists had lost less ground than they had feared, while the PCF had sunk to
JI MOVIMENTI DI ESTREMA SINISTRA IN ITALIA ROSSI DI MAO I QUESTI GIORNI LE ONDE DELLA CONTESTAZIONE DI SINISTRA SONO DI NUOVO ALTE. UNA SI- TUAZIONE ORMAI STABILE DI ANIMOSITA', DI DISAGIO, DI DISINGANNO IDEOLOGICO AC- COMUNA UNIVERSITARI, "COLLETTI BIANCHI". OPERAI DEL TRIANGOLO INDUSTRIA- LE O SOTTOPROLETARI DELL' "ALTRA ITALIA". QUELLA CHE SI CELEBRA NELLE RIUNIONI PRIVATE E NELLE DIMOSTRAZIONI DI PIAZZA E' UNA SPECIE DI PROCESSO AI PARTITI DI SINISTRA FATTO DA UOMINI DI SINISTRA, CON- DOTTO IN NOME D'UN NUOVO ESTREMISMO CHE NON SI RICONO- SCE PIU' NEGLI ISTITUTI UFFICIALI DELLA RIVOLUZIONE. QUE- STO FASCICOLO SPECIALE DELL' "ESPRESSO" E' APPUNTO DE- DICATO A CIO' CHE SI AGITA, IN OGNI ZONA D'ITA- LIA, ALLA SINISTRA DEL PCI: UN CENSIMENTO DE- GLI UOMINI E DELLE POSIZIONI IDEOLOGICHE, UN VIAGGIO ATTRAVERSO LA SINISTRA NON ALLINEATA E DISUBBIDIENTE. CO SE M
OS - da pa enos/ I do ur Quand n parl n politi cl saglio m Amen Po o alla zic llora de ario do nista do za vertico viglia fica ato a Mao, un a depdel cera ura Mila nchhari cigret sura a R si i a vi -е tico se >> tiforr in a n =t n PIU' ROSSI DI MAO Livorno. Di del partito e sta d'Italia. N to a sinistra: Il delegato de to comunista Chao 1-Min. giato da ce romani nella di Porta S. C
349 m Mii da parte di oltre cento brac- cianti e operai disoccupati. In un altro angolo della Calabria, a Paola, una parte dei militanti del PSIUP si so- In queste due dure lotte, no dimessi dal partito e han- con risultati peraltro soltanto no fondato un gruppo politi- politici, il PCI è sempre sta- co che teorizza la "lotta ex- to assente, qualche volta ad- traparlamentare" in polemica dirittura in posizione criti- con i metodi di Longo e di ca. La mente politica di que- Vecchietti. Altri attivi nuclei ste agitazioni è Rosario Mi- proletari, collocati alla sini- gale, un piccolo produttore stra del PCI, sono sorti a Vi- di vini che abita a metà stra- dove le lotte operaie e parti- attivista del PCI e ora respon- bo Valentia e a Castrovillari, da fra Cutro e Crotone, già colarmente contadine vengo- sabile del PCdI della regio- tito comunista d'Italia (mar- no condotte in nome del par-ne. La forza dei marxisti-le- xista-leninista). CI RIFACCIAMO continuazione da pagina 21 somma, non volevano che il cementificio venisse immobi- lizzato. Noi, invece, ci pre- sentammo a un'assemblea de- gli operai e li convincemmo a scioperare in massa. I sin- dacalisti presenti a quell'as- semblea tentarono di zittirci ma gli operai seguirono il no- stro consiglio »>. Chiedo a un altro del grup- po, Giulio Jannuzzi, laurea- to in fisica e iscritto al PCI, quali sono le reazioni del suo partito a iniziative individuali come questa. AL PROGRAMMA DEL '21 << Niente. Stanno zitti. Il partito qui è troppo assente in tutte le lotte per poter es- sere rigido con noi. Noi, pur restando iscritti al partito, continuiamo ad opporci al parlamentarismo e ai metodi di lotta politica di ispirazio- Le più violente sono state quelle che, l'anno scorso, han- no opposto i braccianti di con un leader nazionale del A questo punto parlare ne socialdemocratica. Ma il prietario terriero conte Pao-ziale. Ma gli esponenti di Isola di Capo Rizzuto al pro- PCdl (m-1) diventa essen- partito non sente: il suo ver- tice, almeno, non è più re- cuperabile». lo Gaetani. A Cutro, le agita- questo partito, non so se per zioni sono culminate nell'in- cendio dell'edificio comunale sospetto, se per una sorta di statuto o per cosa altro an- ninisti a Cutro e Crotone si aggira sui cinquecento iscrit- ti al partito. Qui, più che al- trove, il PCdI è in attiva con- correnza col partito di Longo e di Amendola. 22 cora, si mostrano tutti molto refrattari a parlare con rappresentante della stampa professor Gustavo "borghese". Finalmente, il dell'Istituto della ricerca del Herman cancro di Napoli, membro del comitato centrale del PCdI, «La nostra struttura orga- ha consentito ad incontrarmi. nizzativa », racconta man, «è quella bolscevica, Her- centralizzata. Il nostro è un rivoluzionarismo dialettico; ci rifacciamo al programma del '21, ma senza chiudere gli occhi sull'oggettiva situazione politica. Siamo per l'unità sin- dacale, ma rifiutiamo i me- todi della CGIL; all'interno delle fabbriche, sui posti di sciopero politico». Gli dico: lavoro, operano i nostri "co- salariali settoriali, ma per lo mitati di lotta" che si battono non soltanto per gli aumenti visto che l'organizzazione del PCdI è uguale a quella del continua a pagina 27